mercoledì 30 settembre 2015

RECENSIONE: L'ISOLA SOTTO I MARI- ISABEL ALLENDE

'Nei miei primi quarant'anni io, Zarité Sedella, ho avuto maggior fortuna di altre schiave. Vivrò a lungo e la mia vecchiaia sarà gioiosa, perché la mia stella- la mia z'étoile- brilla anche quando la notte è nuvolosa'



Isabel Allende è un'autrice che ho sempre stimato per quanto concerne le sue opere letterarie, il genere per chi non lo conoscesse è quel realismo magico che caratterizza gran parte della letteratura sudamericana e che incarna la forma mentis di quei popoli.
La Allende è nata in Perù ma è vissuta in Cile fino al 1973, dopo il golpe di Pinochet si è stabilita in Venezuela e ora vive negli Stati Uniti, la sua più famosa e celeberrima opera è 'La casa degli spiriti' ma ricordiamo anche 'Paula' (dedicata alla figlia), 'La figlia della fortuna' o 'La città delle bestie' solo per fare alcuni nomi.


L'isola sotto il mare è un romanzo che ruota tutto attorno alla figura di Zarité Sedella, una schiava nera che viene acquistata a Saint Domingue da un possidente di piantagioni di zucchero Toulouse Valmorain per occuparsi della casa e accudire la moglie e i suoi figli.
Ben presto ci addentriamo in quel mondo di soprusi e crudeltà tipico del periodo della schiavitù del XVIII secolo. Valmorain sposa una sua pari ma ben presto la moglie comincia a dare segnali di pazzia e lui si ritrova con un figlio piccolo e solo, frequenti sono le violenze sessuali sulla schiava Zarité (detta Teté) da cui poi avrà due figli, un maschio che le verrà tolto immediatamente dopo il parto e una femmina Rosette che invece rimarrà con la madre e crescerà con l'altro figlio (legittimo) di Valmorain. La Allende racconta nei dettagli la storia ma anche il contesto storico in cui viene ambientato il romanzo prediligendo il punto di vista della schiava e dedicandole infatti alcuni capitoli che si distinguono dagli altri perché scritti in corsivo: Teté parla in prima persona dei fatti e dei suoi sentimenti, pensieri ed emozioni.
La schiava si innamora poi del giovane Gambo, schiavo anche lui ma quando inizia la ribellione sull'isola scappa e rimarrà nei sogni e pensieri di Teté per tutta la sua vita senza poterlo più rivedere. A causa delle insurrezioni Valmorain si vede costretto ad abbandonare Saint Domingue senza la moglie morta di malattia per trasferirsi in Louisiana promettendo la libertà a Teté che però dovrà faticare ancora per molto per poter vivere veramente la sua vita da libera.
Teté vive pregando i suoi Loa, divinità che lei venera e attraverso questa rappresentazione della realtà vediamo emergere quel Realismo magico di cui accennavo sopra: un misto tra realtà e magia in cui non si sa precisamente dove inizia una e dove finisce l'altra.


Teté è l'eroina battagliera che si batte in primis per la difesa dei suoi figli e poi per la libertà tanto agognata dalla schiavitù che è costretta a subire fin da piccola solo perché nera.
Il libro è un interessante excursus sulla realtà della schiavitù condita da una storia ricca di passione, amore, crudeltà, violenza ma anche fede nel soprannaturale.

Confesso di aver dovuto leggere questo libro due volte, la prima non andò a buon fine perché lessi quasi tutto e arrivai a pochi capitoli dalla fine ma non lo finii e lo lasciai annoiata dalla storia, dopo qualche anno ho ripreso in mano questo libro decidendo di rileggerlo da capo per cercare di capirlo meglio con occhi diversi e devo dire che probabilmente questo era il momento giusto per leggerlo: l'ho trovato molto scorrevole e interessante a differenza della prima volta in cui lo iniziai.
Ho sempre adorato la scrittura della Allende, molto vivace e vivida nelle descrizioni ma mai volgare, eccessivamente cruda o morbosa nell'addentrarsi nei particolari. Ho amato 'La casa degli spiriti', libro che consiglio a tutti di leggere per primo se ci si vuole avvicinare a questa autrice in quanto rappresenta il manifesto della sua letteratura.
Commovente e toccante è 'Paula', libro dedicato alla figlia fortemente malata che lessi anni fa ma di cui ancora ne ricordo la profondità del viaggio nei sentimenti.

Avete letto questo libro o qualche altro della Allende? Cosa ne pensate? Fatemelo sapere se vi va con un commento qui sotto e sarò lieta di confrontarmi con voi! ^_^