mercoledì 7 settembre 2016

IL SEGGIO VACANTE- J.K. ROWLING RECENSIONE

Fra pochi giorni uscirà in Italia l'ultimo Harry Potter, 'The cursed Child', nel frattempo io vi propongo le mie opinioni su questo libro della Rowling che si configura come qualcosa di totalmente diverso dalla saga del famoso maghetto. Vediamolo insieme.


La trama:

Tutta la storia è incentrata sulla cittadina inglese di Pagford, piccolo centro che appare come micro cosmo dove si svolgono le vicende di tantissimi personaggi.
Tutto comincia con la morte di Barry Fairbrother, membro del consiglio di Pagford e di cui lascerà appunto il seggio 'vacante'.
Di lì entreremo nella vita degli svariati personaggi che vivono a Pagford e nei dintorni, tutti in qualche modo legati più o meno a Barry e tutti nel corso della narrazione intrecciati tra di loro.

Cosa ne penso?

Comincerò dal principio a parlarvi di questo libro: l'inizio per me è stato duro. Perché? Perché questo libro non ingranava per nulla. Mi ci sono volute circa 150/200 pagine per riuscire a farmi prendere un po' dalla storia. L'inizio per me non è stato facile essenzialmente per la grande quantità di personaggi e di storie che si intrecciavano fra di loro, stargli dietro inizialmente era piuttosto complesso, tantissimi nomi, tantissime situazioni che si intersecavano e finivano per sembrarmi un po' tutte uguali. Arrivata quindi circa a metà libro ho iniziato ad appassionarmi alla storia.
Storia che in realtà non c'è, e questo è un altro elemento che inizialmente mi ha annoiato, succedono sì tante vicende ma soprattutto all'inizio non capivo bene dove voleva andare a parare.
Lo stile della Rowling viene fuori prepotentemente, basti pensare a tutti questi nomi di fantasia che rimandano subito alle vicende HarryPottiane, anche se questo libro è completamente realista, non c'è magia non c'è favola. Cruda realtà sbattuta in faccia al lettore.
Nella scrittura della Rowling ho trovato una stonatura: linguaggio molto aulico e pomposo a tratti quasi fastidioso contrapposto a dialoghi molto colloquiali. Insomma ho trovato fuori luogo alcune descrizioni o parti narrative affrontate con un linguaggio troppo alto che cozzava a mio avviso con il tenore degli argomenti e con il contesto. Forse un tentativo di dare un 'tono' al romanzo? Per me sbagliato.
I personaggi sono tanti, davvero tanti, all'inizio è difficile stargli dietro. Ognuno di loro è caratterizzato per la sua condizione sociale, professione ecc., quello che mi ha colpito più di tutto è che non ce n'è uno che sia positivo, anche il più innocente dei bambini viene descritto in malo modo. L'impressione che ho avuto, che è supportata da fatti oggettivi, è che la Rowling abbia creato tutta una serie di personaggi di cui non se ne salva davvero quasi nessuno.
Tutto ciò contribuisce a creare una storia piuttosto triste e permeata di disagio, e il finale non si smentisce. 
Do atto all'autrice di aver delineato molto realisticamente la nostra società attuale in tutte le sue sfumature più problematiche, però nel complesso ne esce un romanzo non molto allegro e a tratti molto aspro.

In conclusione cosa posso dire? Mi è piaciuto? Ni. Volevo quasi mollarlo dopo le prime 100 pagine perché non riuscivo nemmeno a concentrarmi sulla storia, ma sono contenta di non aver ceduto perché poi si è fatto più interessante. Lo consiglio? Sì, non è scritto male. Molto realistico anche se la storia non mette proprio il 'buonumore'.
E voi l'avete letto? Fatemelo sapere con un commento qua sotto se vi va!

Laura