sabato 5 novembre 2016

CECITÀ- JOSÉ SARAMAGO RECENSIONE

'Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono.'

(immagine: amazon.it)

Scheda tecnica:


Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine cartaceo: 288 p.
Pagine E-book: 260 p.

La trama:

n un tempo e un luogo non precisati, all'improvviso l'intera popolazione diventa cieca per un'inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un'esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l'insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l'orrore di cui l'uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un'umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull'indifferenza e l'egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza. (fonte IBS.it)

Cosa ne penso?

Leggere Saramago non è stato facile, devo ammetterlo. Lo stile dell'autore non è dei più agevoli nella lettura, la punteggiatura è molto particolare, troviamo infatti solo virgole e punti. Maiuscole usate a piacimento e scambi di punti di vista fra i personaggi repentini e non precisati. Potrei definirlo una specie di lungo flusso di coscienza anche se non lo è veramente, si racconta pur sempre una storia.
Questo romanzo è impegnativo, impegnativo nella lettura perché è un pezzo di letteratura. Pieno di metafore e allegorie: va analizzato, capito e digerito.
La cecità fisica descritta nella storia è metafora di una più grande cecità che noi tutti portiamo avanti giorno dopo giorno nei confronti della vita. Tutto è descritto in maniera generica in modo tale da potergli dare un'interpretazione, anche i personaggi non hanno nome, i luoghi nemmeno. Tutto è sempre molto indefinito e nebuloso.
La cecità qui descritta è sinonimo dell'indifferenza che attanaglia la nostra società di oggi: ci giriamo dall'altra parte pur di non vedere la sofferenza dell'altro, sappiamo che c'è ma preferiamo far finta di non vedere.

Saramago ha vinto il Nobel per la Letteratura e questo testo è il chiaro esempio di ciò. 
Consiglierei la lettura di questo testo? Credo di sì, anche se badate bene non è semplice come lettura. Non la definirei una lettura 'rilassante' ma un vero e proprio pezzo di letteratura contemporanea. Per gli amanti del genere direi che è una lettura da fare sicuramente, se invece cercate qualcosa di carino e scorrevole non fa assolutamente al caso vostro.

E voi cosa ne pensate? Fatemelo sapere qua sotto con un commento se vi va ^_^

Laura