lunedì 19 dicembre 2016

GLI ASSALTI ALLE PANETTERIE- MURAKAMI HARUKI RECENSIONE

Oggi vi parlo di un racconto breve del maestro, uscito da poco nelle librerie ma scritto negli anni Ottanta e mai pubblicato in Italia.

(booksblog.it)
"Avevamo fame. Anzi, per l'esattezza, ci sembrava di aver inghiottito il vuoto cosmico: quella era la sensazione"

SCHEDA TECNICA:

Traduttore: A. Pastore
Illustratore: Igort
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2016
Pagine: 72 p. , ill. , Rilegato/ Ebook: 28 p.

Il libro è stato sapientemente abbellito da un importante illustratore italiano: Igor Tuveri: Igort il quale ha cominciato la sua carriera nella Bologna di fine anni Settanta, lavorando su riviste come "Linus", "Alter", "Frigidaire".
I romanzi a fumetti di Igort sono pubblicati in 27 nazioni. Negli ultimi anni si è dedicato in prevalenza al reportage disegnato con Quaderni ucarini, Quaderni russi e Quaderni giapponesi. (fonte libro stesso).

TRAMA:
Due giovani sono così affamati da pensare di fare un assalto ad una panetteria per poter mangiare. Nel momento in cui arrivano al locale però il proprietario fa loro una strana proposta: gli darà il pane ma loro in cambio dovranno ascoltare con lui un'opera di Wagner.
In seguito uno dei due concluderà gli studi e troverà lavoro in uno studio legale ma appena sposato la 'maledizione' della fame lo troverà di nuovo e assieme alla giovane moglie tenterà un altro bizzarro assalto alle panetterie.

COSA NE PENSO?
Ho letto questo libro in versione ebook e quindi non ho avuto modo di apprezzare al massimo le illustrazioni presenti all'interno che so essere molto belle perché viste di sfuggita sfogliando il libro in negozio. 
Personalmente prenderei il libro solo per le illustrazioni in quanto la storia è molto breve e senza quel particolare guizzo magico-creativo che troviamo nelle più grandi opere di Murakami.
Come al solito è un autore che fa discutere e che spesso divide. Chi ama di più il Murakami onirico apprezza poco questo genere di racconti o romanzi più 'realisti', passatemi il termine. Al contrario c'è invece chi apprezza questo Murakami e non l'altro.
Io penso che questo autore dia il meglio di sé nei romanzi più lunghi anche se per il momento non ho ancora letto tutta la sua bibliografia ma solo pochi titoli (recensiti qui sul blog).
Per quanto riguarda questo racconto nello specifico non mi sento di bocciarlo come invece ho fatto con i due di "Vento e flipper" che non sono nemmeno riuscita a portare a termine.
Nella sua semplicità a mio avviso ha dei significati intrinsechi che ognuno di noi può interpretare a suo modo. Io in questa fame ricorrente vedo la fame di valori che la nostra società ha e di cui forse non ci rendiamo nemmeno conto presi dalla frenesia moderna. Per voi sarà una visione scontata e semplicistica? Forse. Io credo però che questo racconto sia fatto proprio come uno specchio dove ognuno di noi può proiettare quello che c'è dentro di lui e quindi i propri modi di pensare e visioni del mondo.

E voi cosa ne pensate? Lo avete letto? Che significato gli date? Fatemelo sapere con un commento qua sotto se vi va ^_^

Laura