mercoledì 11 gennaio 2017

L'INCOLORE TAZAKI TSUKURU E I SUOI ANNI DI PELLEGRINAGGIO- MURAKAMI HARUKI

Vi avevo annunciato nel post precedente Book Haul dicembre 2016 che sarebbe arrivata presto una recensione del grande maestro Murakami, eccoci qui.
(librangoloacuto.blogspot.it)
La storia:
Tazaki Tsukuru è un giovane ventenne che assieme ad altri quattro amici forma un gruppo davvero molto affiatato. Tre ragazzi e due ragazze. Ognuno di loro ha un colore all'interno del nome tranne Tsukuru, l'incolore per l'appunto.
Tsukuru lascia Nagoya dove vive come gli altri amici e decide di frequentare ingegneria a Tky per diventare un progettatore di stazioni di treni, da sempre la sua più grande passione. Un bel giorno di ritorno a Nagoya scopre che i suoi amici non ne vogliono più sapere di lui, si negano tutti al telefono finché non gli viene detto proprio chiaramente di non farsi più sentire perché loro non vogliono più avere a che fare con lui, così, senza una spiegazione.
Da lì Tsukuru piomba in una tremenda depressione che lo porta quasi al suicidio: quei quattro ragazzi per lui erano tutto.
Dopo sei mesi di sofferenza però riesce a rialzarsi e decide di dimenticare quella storia e andare avanti con la sua vita,
Sedici anni dopo incontra una donna, Sara, con cui ha una relazione, sarà proprio lei ad incoraggiarlo a cercare la verità su quella vecchia storia irrisolta e ad uno ad uno a ritrovare i suoi vecchi amici per chiarire quel passato oscuro.

Cosa ne penso?
Questo romanzo di Murakami segue il filone più "realista", ovvero non è intriso di quel surrealismo che caratterizza ad esempio "Kafka sulla spiaggia" per intenderci, lo assimilerei di più a "Norwegian wood" o "A sud del confine, a ovest del sole".
L'autore tratta ancora una volta il tema dell'adolescenza, a lui evidentemente molto caro. Questa volta però più che parlare d'amore parla di amicizia, in questo caso un'amicizia davvero forte e particolare.
Quello che mi ha colpito di più di questo libro sono state le continue e precise descrizioni e caratterizzazioni dei personaggi, elemento che non ho riscontrato a tale livello negli altri romanzi che ho letto finora dell'autore.
La storia è intrisa di quella "tristezza" e "malinconia" tutta murakamiana che puoi solo amare oppure odiare. Emerge da questo libro un grande insegnamento di vita: iniziamo a vivere davvero solo quando iniziamo a morire un po'.
Non mancano le massime e gli insegnamenti di vita in questo libro che a mio avviso sono le parti più importanti e rilevanti della scrittura di Murakami. 
Sono rimasta un po' delusa per il finale secondo me lasciato a metà, o forse semplicemente all'immaginazione del lettore.
Non sono d'accordo con chi dice che in questo libro non succede nulla: io sono rimasta col fiato sospeso in alcuni tratti della narrazione mentre aspettavo di leggere grandi rivelazioni che l'autore ha saputo far attendere con maestria.

In conclusione, consiglio questo libro? Se siete estimatori di Murakami sicuramente non può mancare questa lettura, se non conoscete l'autore consiglio di cominciare da qualcosa di diverso.

Laura