lunedì 22 maggio 2017

DANCE DANCE DANCE- MURAKAMI HARUKI

Ho terminato l'ennesimo libro del maestro e in questo post te ne parlo nello specifico!

(amazon.it)
SCHEDA TECNICA:
Traduttore: G. Amitrano
Editore: Einaudi
Collana: Einaudi tascabili. Scrittori
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 500 p. cartaceo, 432 ebook

La trama:
È un giorno di marzo, al Dolphin Hotel di Sapporo, a.d. 1983. Alla radio suonano gli Human League. E poi Fleetwood Mac, Abba, Bee Gees ecc. Uno strano mondo, questo, dove tutto - o quasi - si può comprare. C'è un giornalista free lance che ha perso molte cose nella vita e ogni volta una parte di sé. Cammina controvento senza perdere lo slancio: forse, per mantenere la rotta, non gli interessa che lasciarsi andare alla deriva. C'è una ragazzina di tredici anni seduta da sola in bar. Ci sono una receptionist troppo nervosa, un attore dal fascino irresistibile, un poeta con un braccio solo; e un salotto a Honolulu dove sei scheletri guardano la TV. Esiste un collegamento fra queste cose, un senso anche per chi ha perso l'orientamento, basta continuare a danzare. (IBS.it)

Cosa ne penso?
Devo essere sincera, questo libro del maestro mi ha spiazzato. E questo potrebbe essere visto sia in positivo che in negativo. E direi anche che questa è una sua grande capacità: riuscire a colpire il lettore.
Questo romanzo può apparirti davvero insensato ad una lettura molto superficiale, forse dopo aver letto un po' di pagine penserai addirittura di mollare. Cosa che ho pensato anch'io vagamente ad un certo punto.
Questo è il vero Murakami: un miscuglio tra realtà e fantasia, e in questo caso anche di assurdo, passami il termine. I dialoghi con l'uomo pecora, il buio inspiegabile dell'hotel Dolphin, la ragazza veggente, la prostituta Kiky che appare e scompare quasi fosse un fantasma, insomma un bel gruppo di personaggi alquanto particolari e bizzarri.
Infatti i personaggi di questo racconto sono sempre descritti da una loro peculiarità, che può essere il lavoro oppure una loro caratteristica predominante. In pochi casi vengono presentati a tutto tondo, questo mi fa pensare che Murakami abbia voluto costruire una sorta di "archetipi" ovvero di personaggi chiave che hanno un loro ruolo e funzione ben specifica e che insieme contribuiscono all'andamento di tutto il racconto e per esso sono estremamente necessari. Non so se mi sono spiegata bene ma nel libro stesso l'autore parla di cicli, che hanno un inizio ed una fine. Per arrivare a sbrogliare la matassa bisogna solo continuare a "danzare": metafora della vita.
Riflettendo su ciò ho capito che tutto questo guazzabuglio di eventi e personaggi assurdi in realtà rappresenta perfettamente la vita, tutto comincia in un punto, segue una serie di mutamenti, passa per episodi anche dolorosi e difficili e poi torna al punto di partenza in una sorta di chiusura del cerchio. Potrei addirittura pensare ad un "eterno ritorno dell'uguale", se vogliamo scomodare la filosofia. Concetto a cui sono personalmente molto legata perché trovo sempre attuale e veritiero.

Insomma che dire di questo romanzo in conclusione? Non lasciarti spaventare dall'apparente "casino" di fatti e persone strane in cui ti imbatterai, di eventi in apparenza senza ragione, arrivato alla fine con un po' di riflessione troverai anche tu il tuo senso in questo racconto.


Laura