giovedì 17 agosto 2017

GRADO- L'ISOLA D'ORO

Oggi ti porto alla scoperta di Grado e della sua laguna, una piccola oasi naturalistica deliziosa del Friuli Venezia Giulia.

(Basilica di Santa Eufemia) 
Le origini
Grado si trova tra la foce dell'Isonzo e il mar Adriatico, si costituisce di: Gravo vecia, Borgo de fora, l'Isola della Schiusa, Colmata, Centro, Città Giardino, Valle Goppion- ex Valle Cavarera, Grado pineta, Primero.
La sua storia risale al 452 epoca in cui molti abitanti di Aquileia (di cui Grado era il porto) vi si rifugiarono per sfuggire all'invasione degli Unni guidati da Attila.
In seguito nel 568, i Longobardi invasero il Friuli e il Patriarca Paolino vi trasferì la sede del Patriarcato di Aquileia, da qui la costruzione di maestose basiliche come quella di Santa Eufemia da cui si erge l'Anzolo di San Michele, simbolo della città (foto di copertina) e di Santa Maria delle Grazie.


La repubblica di Venezia
Con l'affermarsi di Venezia e il suo dominio sul territorio, Grado cominciò a perdere la sua importanza, situazione aggravata anche dalla ricostruzione da parte della stessa Venezia di Aquileia e da un grave saccheggio subito negli anni '20 dell'XI secolo.
Inoltre a partire dal XII secolo il Patriarca di Grado si trasferì a Venezia facendo diventare Grado un misero paese di pescatori. Venezia dominava e amministrava la zona e di ciò se ne ha la prova anche semplicemente guardando i palazzi e l'architettura della città.

 
Dominio austriaco
Con il Trattato di Campoformio del 1797 si decretò la fine della Repubblica Veneziana e Grado entrò a far parte dei domini austriaci che ne mantennero il possesso fino al 1918. 
A Grado gli Asburgo venivano per farsi le Terme: recentemente le Terme marine sono state ristrutturate e dotate di servizi inerenti la medicina estetica come la talassoterapia.
Da lì in poi cominciò lo sviluppo della località come luogo turistico balneare ancora molto importante e frequentato per quanto riguarda le coste dell'Adriatico.


Nel 1936 venne costruito il ponte che collega la città alla terra ferma, accompagnato dalle opere di bonifica e contenimento delle acque.


Passeggiando per il lungomare Nazario Sauro potrai vedere in lontananza il Carso, Trieste e la costa Istriana.


Addentrandoti nel centro della cittadina troverai un dedalo di vie piene di negozi e di vita, non dimenticare di alzare lo sguardo ed ammirare i bellissimi palazzi che le compongono.


Resti archeologici della Basilica della Corte
In Piazza Biagio Marin sono stati rinvenuti agli inizi del '900 i resti archeologici della Basilica della Corte del IV secolo risalente quindi all'epoca paleocristiana. Si possono vedere pezzi della pavimentazione a mosaico con decori geometrici e nomi, alcuni sarcofagi, e i muri che componevano la pianta dell'edificio. 


Cosa non perdere a Grado
Ogni prima domenica di luglio a Grado si celebra il Perdòn di Barbana, una pittoresca festa caratterizzata da un corteo di coloratissime barche agghindate con fiori, ghirlande e bandiere che raggiunge il santuario mariano nell'isola di Barbana.


Grado città di pescatori
La popolazione di queste terre è sempre stata dedita alla pesca, come rifugio usavano i tipici casoni di canne che sono ancora presenti nella laguna. Il piatto tipico del luogo è il Boreto a la graisàna: una zuppa di pesce molto semplice di cui però ognuno custodisce una ricetta diversa ma che ha come comun denominatore la bruciatura degli spicchi d'aglio in olio e l'aggiunta di acqua per la cottura. Il pesce che veniva usato per realizzare questo intingolo era spesso di scarsa qualità, quello con valore commerciale più basso; questa zuppa di pesce viene normalmente servita con polenta.

Con questo excursus su Grado spero di averti fatto conoscere se già non la conoscevi, una località molto particolare e ricca di storia dell'alto Adriatico che sicuramente merita una visita!

Laura