venerdì 10 novembre 2017

LA REGINA SCALZA- ILDEFONSO FALCONES

Dopo quasi un mese ce l'ho fatta a finire questo libro! Parliamone insieme!
SCHEDA TECNICA:
Traduttore: R. Bovaia, S. Sichel
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2013
Pagine: 704 p., 

La trama:
Nel gennaio del 1748 una donna cammina da sola per le strade polverose di Siviglia. È una ex schiava proveniente dai territori della colonia spagnola di Cuba. Caridad ora non ha più un padrone che decide della sua vita, ma neanche più una casa. Lungo il suo peregrinare incontra Milagros Carmona, una giovane gitana nelle cui vene scorre il sangue della ribellione. Le due donne stringono un'amicizia sincera e incrollabile. Milagros confessa il suo amore per l'arrogante Pedro Garcìa, dal quale la separano antichi odi tra le due famiglie. Dal canto suo Caridad si sforza di nascondere il sentimento che sta nascendo in lei nei confronti del nonno di Milagros, un uomo rude e seduttore, ma di principi ferrei quando si tratta di difendere la sua famiglia e lo stile di vita dei gitani. Quando un editto regio bandisce i gitani come fuori legge, la vita di Milagros e Caridad ha una tragica svolta. Le loro strade si separano, ma il destino vorrà farle incontrare di nuovo a Madrid, cuore pulsante della nuova Spagna in fermento. (IBS.it)

Cosa ne penso?
Amo Falcones, in particolare mi è piaciuto molto ne "La cattedrale del mare" di cui trovate il post qui, la sua più grande opera. 
Quello che mi piace di meno della sua scrittura è la lunghezza: ammetto essere questo un fattore che spesso mi frena dal leggerli. 
Che dire di questo libro nello specifico? Già sulla carta sapevo, avendo letto alcune recensioni, che non era proprio il suo libro più riuscito, ma la curiosità di addentrarmi nel mondo gitano dell'Andalusia è stata più forte di tutto anche delle 650 pagine di e-book che ho letto.
Quello che emerge da questo romanzo è il fatto che non ci sia una vera storia con inizio e fine, il racconto è tutto un divenire senza un vero obiettivo o una vera trama. L'autore descrive molto bene, come è capace di fare magistralmente gli usi e costumi del popolo gitano del 1700, le condizioni di vita a tratti molto dure e crude (così come fece ne "La cattedrale del mare") e si concentra in particolar modo sulle due figure femminili di Caridad, la schiava proveniente da Cuba che è riuscita a diventare libera e Milagros, giovane gitana che deve la sua sfortuna al fatto di essersi innamorata del figlio della famiglia nemica alla sua. Entrambe le donne dovranno come si suol dire "passare le pene dell'inferno" con il carcere per la prima e con la prostituzione forzata per la seconda, la quale verrà letteralmente venduta dal marito a chiunque.
In linea generale il testo è troppo prolisso e appunto manca un mordente, passami il termine, che giustifichi un po' tutta la storia, quello che invece mi è piaciuto ed è la cifra dell'autore a mio avviso è la sua capacità di descrivere in modo molto vivido le situazioni e la vita del tempo.

Lo consiglierei? Ni, sì se siete estimatori dell'autore, no in caso contrario sia per i motivi citati sopra e per la lunghezza del libro stesso.


Laura

Nessun commento:

Posta un commento

I commenti sono molto graditi perché permettono di confrontarsi, spero siano sempre nel rispetto degli altri, se offensivi verranno cancellati.

Info sulla Privacy