domenica 3 dicembre 2017

LA FORMA DELL'ACQUA- ANDREA CAMILLERI

"Che fai?" gli domandai. E lui, a sua volta, mi fece una domanda. "Qual è la forma dell'acqua?". "Ma l'acqua non ha forma!" dissi ridendo: "Piglia la forma che le viene data".

SCHEDA:
Editore: Sellerio Editore Palermo
Collana: La memoria
Edizione: 20
Anno edizione: 1994
Pagine: 173 p.,

La trama:
Il primo omicidio letterario in terra di mafia della seconda repubblica - un omicidio eccellente seguito da un altro, secondo il decorso cui hanno abituato le cronache della criminalità organizzata - ha la forma dell'acqua. Prende la forma del recipiente che lo contiene. E la morte dell'ingegnere Luparello si spande tra gli alambicchi ritorti e i vasi inopinatamente comunicanti del comitato affaristico politico-mafioso che domina la cittadina di Vigàta, anche dopo il crollo apparente del vecchio ceto dirigente. Questa è la sua forma. Ma la sua sostanza (il colpevole, il movente, le circostanze dell'assassinio) è più antica, più resistente, forse di maggior pessimismo: più appassionante per un perfetto racconto poliziesco. (IBS.it)

Cosa ne penso?
Un altro avvincente caso del commissario Montalbano, la saga che ha reso davvero famoso Camilleri in Italia. Ma Camilleri non è solo Montalbano e te ne ho parlato già in altri post su questo blog (qui e qui).
Nel caso specifico siamo sempre a Vigata, Montalbano deve indagare dapprima su una morte dichiarata naturale ma comunque sospetta e poi su un omicidio vero e proprio. Le dinamiche della corruzione della politica locale si intrecciano a quelle più sentimentali in un gioco di tradimenti e doppie vite
Come al solito l'autore si rivela molto abile nel creare un intreccio davvero molto complesso ma soprattutto nel riuscire a lavorare ogni volta di fantasia portando un racconto mai banale e sempre diverso dal solito.
Ho già affrontato in precedenza il discorso inerente alla lingua usata da Camilleri nelle sue opere, ad un primo approccio risulterà sicuramente arduo comprendere ciò che si legge se non si conosce il dialetto siciliano ma ti posso assicurare (io sono veneta) che col tempo pian piano si prende confidenza e anche il termine più astruso diventa capibile se non altro dal contesto.
Credo che proprio questo misto tra italiano e siciliano sia la cifra dell'autore e che anche questa caratteristica lo renda particolare ed unico nel suo genere.
Camilleri sforna ancora una volta un giallo all'italiana, anzi direi alla siciliana per essere più precisi, che nel suo essere, passami il termine naif, risulta comunque sempre molto ben architettato e scritto.
A mio avviso sebbene il genere possa piacere o meno, un Montalbano merita sempre una lettura per i motivi detti sopra.

E tu cosa ne pensi? Fammelo sapere con un commento qua sotto se ti va!

Laura

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