martedì 20 febbraio 2018

QUEL CHE RESTA DEL GIORNO- KAZUO ISHIGURO

Oggi parliamo di un libro dell'ultimo premio Nobel per la letteratura Kazuo Ishiguro: Quel che resta del giorno.
SCHEDA TECNICA:
Traduttore: M. A. Saracino
Editore: Einaudi
Collana: Einaudi tascabili. Scrittori
Edizione: 2
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 296 p.

La trama:
Oxforshire, Inghilterra. Estate 1956. Figlio di maggiordomo, e maggiordomo egli stesso, l'anziano Stevens ha trascorso gran parte della sua vita in una antica dimora inglese di proprietà di Lord Darlington, gentiluomo che egli ha servito con devozione per trent'anni. Con altrettanta fedeltà egli si accinge ora a entrare al servizio del nuovo proprietario di quella dimora, l'americano Mr. Farraday, desideroso di acquisire, assieme ed attraverso la casa, anche quanto di antico, per storie e tradizione, a essa si accompagni. Ed è su invito del nuovo padrone che Stevens intraprende, per la prima volta nella sua vita, un viaggio in automobile nella circostante campagna inglese. Questo viaggio si risolverà in un inquietante viaggio dentro se stessi. (IBS.it)

Cosa ne penso?
Ammetto di aver già tentato la lettura di Ishiguro con scarsi risultati. Ho voluto riprovare con questo suo libro che è uno dei più famosi ed apprezzati da cui è stato tratto anche un film.
Quello che ho notato immediatamente appena cominciato a leggere le prime pagine è lo stile usato: estremamente pomposo e altisonante, molto formale, sicuramente tanto distante dal linguaggio dei giorni nostri. Effettivamente la storia è ambientata negli anni '50 ma attraverso i racconti di Stevens torniamo indietro a tempi ancora più lontani ovvero gli anni '30 e le dinamiche della seconda guerra mondiale. Infatti in questo libro l'autore affronta tematiche molto importanti come il nazismo in quanto il suo vecchio datore di lavoro Lord Darlington ospitò nella sua dimora grandi personaggi importanti della vita politica internazionale dell'epoca tra cui un gerarca nazista.
Stevens è un maggiordomo estremamente dedito al suo lavoro, lavoro che ha "ereditato" dal padre anch'esso maggiordomo e che lui ha seguito come modello fino alla fine dei suoi giorni. 
Molto particolare è il rapporto che si instaura con un'altra dipendente della casa: Miss Kenton, la capo governante, la quale nutrirà un affetto particolare nei suoi confronti...
In generale ho trovato questo libro molto lento da leggere. Seppur sia piuttosto breve mi è risultato comunque duro da finire. Questo è dovuto allo stile usato dall'autore, molto formale e pomposo.
Sicuramente è una storia molto originale e scritta magistralmente ma che non ha incontrato pienamente il mio gusto. 

Lo consiglio? Ni. Secondo me vale la pena leggerlo per una questione di curiosità ma di sicuro non lo consiglierei per una lettura rilassante.

E tu l'hai letto? Cosa ne pensi?

Laura

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