martedì 12 giugno 2018

L'UCCELLO CHE GIRAVA LE VITI DEL MONDO- MURAKAMI HARUKI

Dopo molto tempo torno a leggere un libro del sensei, oggi parliamo di un libro uscito ancora negli anni '90 ma che ancora non avevo letto: "L'uccello che girava le viti del mondo".

(Amazon.it)
SCHEDA TECNICA:
Traduttore: A. Pastore
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Pagine: 960 p cartaceo, 758 e-book

La trama:
Il protagonista è un giovane giapponese che ha appena lasciato volontariamente il lavoro in uno studio di avvocati. È felicemente sposato con una donna in carriera. Tutto ha inizio da due episodi insignificanti: il gatto di casa scompare e l'uomo riceve la telefonata anonima di una donna che con voce sensuale gli chiede un incontro. A partire da quel momento la sua vita, fino ad allora normalissima, inizia a subire una strana trasformazione. Intorno a lui compaiono personaggi sempre più strani, e la realtà - il reale - inizia a degradarsi in qualcosa di fantasmagorico. (IBS.it)

Cosa ne penso?
Chi segue questo blog da un po' saprà che Murakami è forse diventato il mio scrittore preferito. 
Autori che sanno scrivere bene ce ne sono tanti in circolazione ma lui riesce a convogliare messaggi così profondi che sono in grado di sconvolgerti l'esistenza. Questo è il non plus ultra che un libro può dare e lui ci riesce alla grande. Sono rimasta piacevolmente impressionata da Norwegian Wood che è stato il primo libro che ho letto tra i suoi qui, ma ancor di più folgorata da Kafka sulla spiaggia, tra i suoi libri che ho letto finora il capolavoro assoluto, almeno secondo me, qui
Ma veniamo a questo libro nello specifico, sarò sincera non è il libro che mi è piaciuto di più dell'autore anche se rispecchia veramente il Murakami onirico e surreale, cifra della sua produzione letteraria. Il libro è ricchissimo di simbologia, direi anche molto complesso da capire veramente fino in fondo. Ritroviamo i classici elementi: personaggi a metà tra il reale e l'irreale, alcuni addirittura senza nome, il sesso, la morte, la sofferenza (fisica anche brutale), animali simbolici (l'uccello gira-viti).
Se volessimo tirare le somme per quanto riguarda la trama potremmo dire che effettivamente nonostante la mole ingente di pagine e quindi di racconto, non succedono grandi cose, credo che questo romanzo sia più introspettivo che altro, forse troppo lungo in quelle descrizioni ad esempio della guerra raccontate dal tenente Mamiya, che devo ammettere in taluni casi mi hanno addirittura sconvolta. Leggere Murakami è così, scuote nel profondo.
In linea di massima tutto questo susseguirsi di simboli, personaggi enigmatici, episodi a metà tra il reale e l'irreale non mi ha portato a coglierne un vero senso finale. Il romanzo si risolve alla fine nelle ultime pagine in maniera un po' nebulosa a mio parere.

In conclusione posso consigliare questo libro? Sì solo per grandi estimatori dell'autore che lo conoscono e apprezzano già da tempo per la lettura di altri suoi romanzi, no per un lettore che non conosce né il genere né lo scrittore stesso.

E tu cosa ne pensi? L'hai letto? Fammelo sapere qui sotto con un commento!

Laura 

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